Antitrust: lotta contro i cartelli
Giugno 24, 2008
Battaglia contro mutui e commissioni
Duro monito del presidente dell’Antitrust Catricalà nei confronti delle banche che ostacolano la portabilità dei mutui. “Sono state aperte 23 istruttorie”, ha detto. Affondo pure sulle commissioni di massimo scoperto: “E’ una prassi iniqua, deve essere abolita”. Il Garante, poi, ha puntato il dito contro i cartelli definendoli “gravi misfatti contro la società perchè corrompono la concorrenza sul mercato”, soprattutto su settori come il pane.
La relazione annuale del presidente Catricalà è stata incisiva e diretta verso quelle banche, assicurazioni e aziende che di fatto penalizzano con i loro atteggiamenti i cittadini.
I CARTELLI, GRAVI MISFATTI
“I cartelli non sono peccati veniali; sono gravi misfatti contro la società perchè corrompono la libera competizione delle forze economiche sul mercato: negli Stati Uniti sono considerati fatti criminosi, puniti con la prigione”. Ha detto Catricalà, sottolineando che le intese restrittive sono “particolarmente odiose quando riguardano beni essenziali come il pane”.
“La lotta alle intese segrete può essere rafforzata con nuove metodologie”, ha continuato il Garante, ad esempio, “si deve migliorare le disciplina dei programmi di clemenza, a favore della parte che collabora”, denunciando l’esistenza di un cartello al quale ha aderito, “si potrebbe anche concedere una attenuazione della responsabilità civile”.
Allo stesso tempo, Catricalà chiama in causa una recente giurisprudenza che introduce una “probatio diabolica”, in base alla quale è necessario portare alla luce “un chiaro accordo tra i vertici aziendali nazionali”. Catricalà ribadisce che “l’orientamento non è consolidato e noi speriamo che la giurisprudenza torni in linea con i precedenti comunitari”.
Ma, soprattutto, Catricalà chiede “la modifica della legge che non ci consente di sanzionare le singole imprese quando l’intesa collusiva sia frutto di una delibera dell’associazione di cui fanno parte, un soggetto spesso inconsistente dal punto di vista economico e patrimoniale”.
Secondo il presidente, infatti, sebbene “la sanzione abbia sempre effetti sul piano reputazionale delle imprese colpite, per ottenere deterrenza deve incidere sensibilmente sul patrimonio aziendale di chi fa cartello o abusa della propria dominanza”.
CONCORRENZA: IN UN ANNO SANZIONI PER 86 MILIONI
In un anno l’Antitrust ha imposto sanzioni complessivamente per 86 milioni di euro, di cui 62 milioni per i casi di violazione delle normative comunitaria e nazionale che vietano le intese restrittive e 24 milioni per abusi di posizione dominante. E’ quanto rileva l’Autorità facendo riferimento al periodo da aprile 2007 a ottobre 2007 e precisando che la rivista Global Competition Review colloca l’Antitrust italiana al primo posto nella lotta ai cartelli tra tutte le autorita’ nazionali dell’Unione europea.
L’Antitrust ricorda inoltre nella relazione che tiene ‘’sotto osservazione il comportamento nei mercati dei nostri ex monopolisti: purtroppo essi talvolta cedono a tentazioni di ripristino delle originarie esclusive”. Dal 2006 a oggi il numero dei provvedimenti decisi, esclusi quelli relativi a questioni solo amministrative, delle archiviazioni e delle segnalazioni fa registrare un incremento del 39%. Le concentrazioni esaminate quest’anno sono state 864, ben 147 in più del 2006: il massimo storico dalla nascita dell’istituzione.
CONFLITTI RUOLO IN 80% DI BANCHE E ASSICURAZIONI
Catricalà punta il dito anche contro banche e assicurazioni: l’80% di quelle quotate presentano problemi di conflitti di ruolo. Conflitti legati alla presenza nei propri organi di amministrazione di persone che siedono contemporaneamente nei board dei concorrenti, spiega il numero uno dell’Antitrust, riferendosi ai primi dati emersi dall’indagine conoscitiva sulla governance di banche e assicurazioni condotta dal Garante e che dovrebbe chiudersi per l’autunno. “Noi chiuderemo questa importante indagine conoscitiva subito dopo l’estate o, se avremo difficoltà, arriveremo a dopo Natale”. “Chiederemo che siano assunti provvedimenti necessari ad evitare questa macroscopica incongruenza della realtà italiana”.
BANCHE, ABOLIRE MASSIMO SCOPERTO
La commissione di massimo scoperto applicata dalle banche è una “prassi iniqua e penalizzante per i risparmiatori e per le imprese: deve essere abolita”, ha precisato Catricalà, aggiungendo come “sui tempi e sulle modalità di cessazione si dovrà innescare la concorrenza”. Troppe banche “sono orientate ancora oggi, specie nei confronti della clientela retail, a seguire comportamenti uniformi e consolidati nella prassi. Le novità, pur chiaramente indicate dalla legge, vengono di rado colte come un’opportunità di differenziazione”.
Immediata la risposta di Fissola, presidente dell’Abi. “Sulla questione del massimo scoperto abbiamo recepito le indicazioni del Governatore della Banca d’Italia e dell’Antitrust. Non saremo insensibili al loro grido di dolore”.
PORTABILITA’ DEI MUTUI, IL GARANTE CONTRO LE BANCHE
L’Antitrust torna a bacchettare le banche sulla portabilità dei mutui: “Molte banche si sono ostinatamente attardate in una prassi che riteniamo elusiva della legge che impone la portabilità dei mutui senza oneri per i risparmiatori”. Il fenomeno, ha detto Catricala’, ha costretto l’Antitrust ad aprire ben 23 procedure istruttorie, proprio perché le banche sembrano persistere in questa interpretazione un po’ libera del discorso normativo, mentre la legge è molto chiara”.
E sulla firma della convenzione tra Tesoro e Abi Catricalà ha detto: “Noi ci siamo dichiarati soddisfatti solo a condizione che parta la portabilità dei mutui. Se non parte è uno strumento insufficiente”. “Il Governo – ha aggiunto – ha fatto benissimo a porre questo strumento e a ottenere questa convenzione perchè nel momento del bisogno è necessario avere la possibilità per una famiglia di pagare una rata inferiore”.
SERVE UNA STRETTA SULLA PUBBLICITA’ INGANNEVOLE
E’ necessaria una stretta sul comparto della pubblicità ingannevole perchè “emittenti e giornali diffondono messaggi ingannevoli senza alcuna conseguenza prevista dalla legge”. Per Catricalà se è irragionevole invocare un potere di censura in capo agli editori, “occorre individuare gli strumenti giuridici che li inducano ad adottare la necessaria cautela al fine di non pubblicare messaggi manifestamente illeciti e no trasmettere telequiz chiaramente fraudolenti”.
Settembre 15, 2008 at 1:16 pm
gent.mo Presidente Catricalà , siamo al prezzo del barile di petrolio a meno di 100 dollari , e la benzina rimane ferma al prezzo dei 140 dollari e oltre al barile. Mi saprebbe dare una spiegazione ? Sia colpa della Robin Hood tax al contrario , quello lì toglieva ai ricchi per darlo ai poveri. questo è un Robin Hood industriale ! La ringrazio
Leonardo Siligo