Paolo Landi, Adiconsum: “se il tasso dei mutui fosse stato collegato alla banca europea e non all’Euribor, la rata mensile sarebbe più leggera di 100 euro”.

L’Euribor, è il tasso delle operazioni finanziarie tra le banche, viene determinato da un gruppo di mondiale di oltre 50 banche. Fino al 2004 i tassi BCE ed Euribor erano praticamente gli stessi, oggi la differenza è considerevole, Euribor 5,41% BCE 4,25%, oltre 1 punto percentuale.

Cosa significa per il consumatore?  

Prendiamo ad esempio un mutuo di 100.000 euro a 25 anni. Nel 2004 la rata mensile era di 530 euro, legata ad un tasso Euribor 2,06% + 2% spread = 4,06%. La stessa rata sarebbe uguale anche se il mutuo fosse stato collegato al tasso BCE. Oggi, la rata mensile con l’Euribor al 5.41% + 2% spread ammonta a 802 euro mese, mentre se fosse stata con BCE 4,25% + 2% spread, la rata ammonterebbe a 707 euro.

La differenza è di 95 euro al mese (se il calcolo fosse al 30 giugno, la differenza salirebbe al 107 mese) sull’intero ammontare del mutuo. La differenza di costo complessivo del mutuo è di ben 15.000 euro, pari ad un anno di stipendio.

Il tasso Euribor, a differenza del tasso BCE, paga aspetti speculativi, crisi subprime, non escludendo la possibilità di un cartello fra le stesse. La differenza rilevante di oltre un punto tra Euribor e BCE ne è la prova evidente.

Secondo Adiconsum sarebbe più conveniente collegare i tassi variabili al tasso BCE che è meno soggetto alle fluttuazioni del mercato e dalle speculazioni finanziarie.

Aumento del tasso BCE

Adiconsum ritiene che questa decisione sia errata, poiché l’elevata inflazione che si propone di combattere non è dovuta a ragioni interne all’Europa bensì a ragioni esterne, cioè il petrolio. Rischia quindi solo di aggravare pesantemente il costo del debito pubblico per uno stato qual è l’Italia senza riuscire ad incidere sul sostenimento dell’inflazione e sullo sviluppo della ripresa economica.

Adiconsum ricorda inoltre a tutte le famiglie che si trovano in difficoltà nel pagare il mutuo che possono optare per differenti soluzioni:

1. Rinegoziazione, da effettuare con la propria banca chiedendo una riduzione dello spread che oggi è possibile anche sotto l’1%.

2. Portabilità, trasferimento del mutuo ad altra banca che garantisca condizioni più favorevoli

3. attuazione dell’accordo Abi – Governo, con abbassamento della rata al 2006 e il trasferimento di quanto non pagato in coda al mutuo con ulteriore prestito (soluzione da evitare perché onerosa)

In ogni caso prima di qualsiasi decisione è opportuno fare, o far fare, calcoli precisi per valutare la convenienza delle varie opzioni e per fare la scelta più giusta

2 Responses to “MUTUI: in 4 anni la rata di un mutuo a tasso variabile è aumentata oltre il 50%”

  1. msivier Says:

    Caro Landi,
    vorrei capire la logica che ha informato il governo di bloccare al 4% solo i mutui sulla prima casa A TASSO VARIABILE. Il mutuo sulla prima casa che sono costretto a pagare è A TASSO FISSO e supera il 5,60%. Perché il governo non ha esteso il limite massimo anche al tasso fisso?
    Se qualcuno obiettasse che è stata una scelta personale la decisione di optare per il tasso fisso, lo stesso vale anche per chi ha scelto il tasso variabile.
    Inoltre la decisione del governo andava presa a bocce ferme. Se avessi saputo che il tasso variabile non poteva superare il 4%, ovviamente avrei scelto anch’io l’opzione del tasso variabile.
    Risulta del tutto evidente che il provvedimento ha inaccettabili profili di incostituzionalità per la disparità di trattamento. Pensionato dal 1997, ogni anno sono costretto a pagare, da sei anni, almeno duemila euro in più per il mutuo sulla prima casa. Vi sembra equo e ragionevole tutto ciò? Spero che qualche associazione di tutela intervenga prontamente per illuminare il governo a ravvedersi ed estendere il limite del tasso dei mutui sulla prima casa anche a quelli a tasso fisso.
    M. Siviero
    sivierom@interfree.it

  2. MARILENA Says:

    STO PER L’ABOLIZIONE DEL TASSO FISSO E DEL PIANO AMMORTAMENTO ALLA FRANCESE.
    MAGARI DOVREMMO PRENDERE QUALCHE LEZIONE DALLA FINANZA ISLAMICA….. O JAK BANK…..(^_^)


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