Nei primi sei mesi del 2008 il mercato immobiliare italiano ha continuato a rallentare, con un numero complessivo di compravendite calato del 16%, una picchiata che è ancora più accentuata nelle grandi città. Lo riferisce il Centro studi Toscano, che evidenzia, per il mercato residenziale, un calo dei prezzi sia nei centri cittadini che nelle zone semicentrali e periferiche. Nel contempo, spiega il centro studi, si assiste ad una sostanziale stabilità dei tempi medi di vendita (poco più di sei mesi rispetto ai sei mesi dell’ultimo trimestre dell’anno precedente), che consolida la fase di inversione di tendenza del mercato immobiliare italiano.

«Prevedevamo – spiega il presidente del gruppo, Ilario Toscano – un’inversione di marcia nel mercato immobiliare italiano, ma non repentina come quella degli ultimi mesi. Due sono i fattori che hanno contribuito ad accelerarne il peggioramento: da un lato il peggior accesso al credito da parte del sistema bancario e, dall’altra, l’aumento dei tassi di interesse. Ciò ha prodotto una contrazione nell’erogazione dei mutui, con evidenti ripercussioni nel mercato immobiliare». Il calo del 16% a livello nazionale, come si è accennato, peggiora ulteriormente se si considerano i soli capoluoghi di regione, che accusano una flessione del 25 per cento.

«Al fine di evitare lo stallo – si legge nella nota – nei primi mesi del 2008 è stata favorita una politica di prezzo volta a rendere maggiormente fluido il mercato e favorire l’incontro tra domanda e offerta. Quest’ultima ha prodotto uno sconto medio in sede di compravendita pari al 13,5% del valore richiesto, producendo un lieve beneficio in termini di quantità vendute rispetto all’ultimo semestre del 2007 (+4%)».

Ecco quindi che le quotazioni immobiliari in questo primo semestre 2008 hanno subito variazioni verso il basso: più contenuto nelle zone centrali delle principali città italiane (a Roma una casa in centro costa tra 4.500 e 7.500 euro al metro quadro, a Milano tra 5mila e 7mila), le quali registrano inoltre minori tempi di vendita rispetto alle zone semicentrali e periferiche. In queste ultime si rileva un progressivo calo delle quotazioni, correlato a tempi medi di vendita più elevati. Ciò è vero soprattutto per Milano e Roma, le cui zone centrali hanno tempi di vendita ben al di sotto della media (rispettivamente, 5,2 mesi per Milano e 4,2 per la capitale). Il trend è comune alle città di Bologna, Cagliari, Genova, Palermo, Torino e Verona.

I tempi sono quindi maturi per strappare un prezzo più conveniente quando si compra: la variabile strategica essenziale in questa fase del mercato, secondo Toscano,«è costituita dai tempi medi di vendita, che auspichiamo possano tornare ai livelli di inizio 2007 (quattro mesi di attesa). A questo fine, riteniamo che sia indispensabile agire sulle quotazioni immobiliari, favorendo uno sconto ulteriore rispetto all’attuale. Riteniamo infatti che, data la cresciuta offerta di immobili sul mercato, l’acquirente abbia oggi un potere negoziale più accentuato rispetto al passato, anche recente».

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