Le banche italiane in questi giorni stanno inviando ai clienti che hanno acceso un mutuo delle lettere per invitarli ad aderire alla rinegoziazione/convenzione recentemente stipulata tra l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, ed il Governo. Trattasi della possibilità per le famiglie di allungare la durata del mutuo, ma secondo i calcoli effettuati dall’Associazione Altroconsumo a conti fatti si finisce per pagare di più.

L’Associazione infatti consiglia di scegliere o la via della rinegoziazione classica  sfruttando la surrogazione che permette di trasferire, senza spese, il mutuo da una banca all’altra.
 
In particolare, se nell’ultimo caso la banca ha addebitato delle spese, è possibile farsele rimborsare sfruttando una lettera tipo che Altroconsumo ha predisposto sul proprio sito. Questo dopo che l’Antitrust ha bollato come illegittima l’applicazione di spese per la surrogazione condannando a sanzioni pecuniarie tutti i più importanti istituti di credito del nostro Paese.

L’Associazione Adusbef ha reso noto che pubblicherà, sul sito www.adusbef.it, il fac simile di delega ad una class action contro banche e notai, che invece di applicare il decreto Bersani sulla gratuità di surroga e portabilità dei mutui, hanno al contrario richiesto migliaia di euro per adempimenti la cui gratuità è stata più volte ribadita dal parlamento.
Gli istituti di credito, denuncia l’Adusbef, invece di applicare la legge per favorire 3,2 milioni di mutuatari indebitati a tasso variabile surrogando o rinegoziando i mutui senza alcun onere, hanno invece richiesto, al contraente debole ed in stato di bisogno per gli elevati aumenti delle rate, costi e spese non dovute per migliaia di euro.

In tali condotte fraudolente, l’Adusbef sottolinea come si prefiguri anche l’ipotesi di estorsione, ragion per cui la casta degli intoccabili banchieri, che continua a vessare con ordinari soprusi il popolo di consumatori e risparmiatori e che invece di diminuire gli elevatissimi costi di gestione, li rincara, deve cominciare a risarcire milioni di vittime del sistema bancario.

Mutui casa: cominciano ad arrivare le lettere delle banche ai loro clienti che devono decidere se – in base all’accordo governo-Abi dei mesi scorsi – accedere alla diversa rateizzazione, che consente di ridurre nell’immediato l’entità delle rate, allungando la durata del mutuo. Le associazioni dei consumatori in genere sono perplesse davanti a questa soluzione, che riduce l’impatto immediato sui bilanci delle famiglie, ma rischia di creare più problemi in futuro
Il termine del 29 agosto

La novità riguarda quanti hanno sottoscritto un mutuo casa a tasso variabile entro il 29 maggio 2008. In base all’accordo fatto con Tremonti, entro il prossimo 29 agosto le banche che intendono farlo (l’Abi è un’associazione, non ha alcun poter coercitivo su questo terreno nei confronti dei suoi associati, ma assicura che quasi tutti i grandi istituti partecipano all’iniziativa) devono inviare una lettera ai mutuatari con “un’informazione trasparente, chiara ed esaustiva delle varie opportunità a disposizione”, conme ha indicato l’Abi nei giorni scorsi.

I clienti devono, quindi, poter valutare correttamente – come spiega Il Sole 24 Ore in edicola oggi – “se continuare a rimborsare il mutuo secondo il piano di ammortamento in corso, rinegoziarne le condizioni o avvalersi della portabilità del mutuo” prevista dalla legge Bersani tuttora in vigore. Il quotidiano dedica alla vicenda mutui anche uno speciale sul suo sito, al quale vi rimandiamo.

E’ bene sottolineare che la gran parte delle associazioni dei consumatori ritiene che per i mutuatari sia molto più conveniente servirsi della portabilità per contrattare condizioni migliori con la propria banca o ottenerle da altri istituti di credito.

La proposta inviata per lettera dalle banche deve, comunque,secondo IlSole  “contenere tutte le informazioni utili a valutare gli effetti della rinegoziazione: importo originario e residuo del mutuo, tasso applicato e relativa media del 2006, rata attuale e data derivante dalla rinegoziazione”.

Le nuove rate da gennaio 2009 Read the rest of this entry »

Con l’arrivo delle lettere recanti la proposta di rinegoziazione del mutuo a tasso variabile, le famiglie italiane avranno un’opportunità in più per ridurre le rate da versare, ma anche una decisione non semplice da prendere. La Convenzione Abi-Governo permette infatti di riportare l’esborso sui livelli medi del 2006 (o all’importo della prima rata di ammortamento, per i finanziamenti dopo il 31 dicembre 2006), ma può comportare l’allungamento della durata del prestito e quindi una maggiore onerosità complessiva.

Test sulla convenienza
La differenza fra l’importo dovuto secondo il piano di ammortamento originario e quello risultante dalla rinegoziazione sarà addebitata su un conto di finanziamento accessorio regolato al tasso Irs a 10 anni (attualmente il 4,63%) maggiorabile dalle banche fino allo 0,5 per cento. Un conto che, a meno di un improbabile andamento futuro estremamente favorevole dei tassi Euribor, il mutuatario si troverà a dover saldare al termine del mutuo.

In altre parole, abbattere la rata oggi non significa necessariamente ridurre il costo del mutuo e proprio per questo le famiglie dovranno farsi bene i conti prima di sottoscrivere la proposta della banca. La convenienza, naturalmente, deve essere valutata caso per caso sulla base soprattutto della situazione finanziaria della famiglia: per chi ha serie difficoltà nell’onorare le rate del mutuo l’adesione alla Convenzione potrebbe essere una strada obbligata. Chi invece conserva ancora sufficienti margini potrebbe valutare le vie alternative previste dal decreto Bersani (e tuttora in vigore) come la rinegoziazione dello spread, la surroga o la sostituzione del mutuo. Soluzioni che, è bene ricordarlo, la banca non è obbligata a concedere e che difficilmente permettono di riportare la rata sui livelli del 2006, ma che risultano più vantaggiose dal punto di vista finanziario complessivo.

Qualche valutazione, inoltre, si può fare sulle caratteristiche del mutuo in essere: maggiore è la durata residua e più elevato è il pericolo di un allungamento del mutuo, mentre sui prestiti più datati (per i quali è stata già superata la metà del piano di rimborso) si possono in genere ottenere ben pochi benefici dalla riduzione della rata.

Più difficile, invece, è avventurarsi in congetture sui tassi di interesse, il cui andamento è scarsamente prevedibile. Al momento, per la verità, dopo l’impennata di giugno gli Euribor restano stabili, anche se su livelli elevati (4,48% il tasso a un mese, 4,96% quello a tre mesi) e i venti di recessione sull’economia europea sembrano aver raffreddato le attese su ulteriori rialzi del costo del denaro da parte della Bce. L’esperienza degli ultimi anni, tuttavia, invita a non fidarsi delle sensazioni degli analisti.

Le banche che aderiscono
Finora, secondo quanto comunicato all’Abi, sono quasi 150 gli istituti bancari italiani che hanno aderito alla Convenzione (i gruppi principali, con l’esclusione di IngDirect). Alcuni di questi hanno annunciato condizioni migliorative alla clientela rispetto al testo del decreto legge (in genere uno “sconto” sul tasso del conto accessorio), altri invece hanno esteso l’applicazione ai mutui a tasso misto o a quelli cartolarizzati.

di MARIO CALABRESI

Guy Trevor ha passato vent’anni ad arredare ville tra i campi da golf di Palm Springs: sceglieva mobili, tappeti, divani, quadri, tende e disegnava giardini. Lo pagavano molto e viveva senza preoccupazioni. Oggi non possiede nulla e abita in un piccolo camper parcheggiato sulla spiaggia di Santa Barbara: “Ho dedicato la vita a rendere le case posti sempre più belli e confortevoli e poi per colpa della crisi ho perso la mia di casa. La trovo una beffa paradossale”.

Guy è uno dei due milioni di americani che l’anno scorso hanno avuto l’abitazione pignorata perché non riuscivano più a pagare le rate del mutuo. Un fenomeno che non rallenta: solo nell’ultimo trimestre sono state 740mila le case tornate alle banche e la California è lo Stato più colpito. Nella zona di Los Angeles i campeggi quest’estate non hanno posto per i turisti, si sono riempiti in primavera di famiglie che hanno traslocato tutto quello che avevano in una roulotte. Le case hanno perso tra un terzo e metà del loro valore, tanto che nelle ultime settimane c’è chi ha ripreso a comprare attirato dalle occasioni. Read the rest of this entry »

Banche punite per colpa dei mutui. L’Antitrust ha inflitto una multa da quasi 10 milioni di euro a 23 banche per “aver impedito o reso troppo onerosa per i consumatori, già titolari di un mutuo, la surrogazione del mutuo stesso”. La notizia è stata diffusa dall’Associazione dei consumatori Altroconsumo che il 18 aprile scorso aveva trasmesso all’Antitrust i risultati di una propria indagine.

Le multe – per un totale di 9,680 milioni di euro – vanno da un massimo di 500 mila euro (a carico di Unicredit Banca, Unicredit Banca di Roma e Deutsche Bank) a un minimo di 300 mila euro a seconda degli istituti di credito.

Robin Hood questa volta si chiama Altroconsumo che nell’aprile scorso aveva inviato all’Antitrust i risultati della propria indagine da cui emergeva la mancata attuazione della portabilità gratuita dei mutui da parte del 95 per cento degli operatori bancari. I quali, al contrario, offrivano la soluzione più onerosa della sostituzione del mutuo o la surrogazione ma senpre con oneri a carico dei consumatori. Read the rest of this entry »

Il caro mutui cresce e la migliore via d’uscita per assicurarsi un tetto sotto cui vivere diventa sempre più il pagare l’affitto, i cui prezzi sembrano essere più ragionevoli dei mutui da pagare per una vita.

Così, se fino ad oggi l’inquilino tipo degli affitti era rappresentata soprattutto da studenti, single, divorziati e lavoratori fuori sede, per il 2008 le agenzie immobiliari si aspettano un ritorno della famiglia al mercato della locazione.   Read the rest of this entry »

Meno dello 0,05%. È la differenza tra il tasso Euribor a sei mesi (base 365) rilevato mercoledì 30 luglio (5,2296%) e il suo massimo storico dell’ottobre 2000 (5,2742%). Da otto anni la base degli interessi per le rate dei mutui non era mai stata così alta. Facile capire perché, su 5,2 milioni di famiglie italiane alle prese con un’ipoteca, una su dieci sia in difficoltà con le rate. Molti nuclei, però, hanno un piccolo gruzzolo da parte e sono in cerca di investimenti in grado di sterilizzare l’inflazione, che veleggia ormai al 4,1%, ai massimi da 12 anni. Ma invece di una difficile scelta di investimento, per i risparmi può essere conveniente un impiego differente: ridurre il debito del mutuo, dei prestiti, delle carte di credito revolving. Read the rest of this entry »