Pagare le rate del mutuo rappresenta sempre di più un incubo per gli italiani. Il 35 per cento degli intervistati da Ipr Marketing, in un sondaggio commissionato da Repubblica.it, teme di “non riuscire a pagare qualche rata”, ma il 16 per cento ha paura di “subire un pignoramento in seguito al fatto di non poter pagare il mutuo”. Per il 14 per cento il timore maggiore è quello di “vendere la casa per pagare la rimanente parte del mutuo”.

Le paure degli italiani sono legate alla crisi dei mutui che è esplosa un anno fa negli Stati Uniti: il 57 per cento degli intervistati ritiene che “colpirà anche l’Italia ma in misura inferiore agli Usa”, mentre il 30 per cento è convinto che “colpirà l’Italia come gli Usa”.

Gli ottimisti sono davvero pochi: solo l’8 per cento ritiene che la crisi non colpirà l’Italia (anche perché i tassi d’interesse continuano a salire, e i titolari di mutui sperimentano da tempo sulla propria pelle gli effetti della crisi, con l’Euribor ai massimi). Read the rest of this entry »

“Ad un anno di distanza dal suo manifestarsi, la crisi non può dirsi superata. Sono emersi problemi che richiedono risposte adeguate e tempestive per fronteggiare le tensioni in atto e per prevenirne di nuove. Gli approcci e, in parte, le regole di vigilanza devono essere rinnovati”. Lo ha detto Lamberto Cardia, presidente della Consob, nel suo discorso in occasione dell’incontro annuale della Commissione con il mercato, in corso a Milano, commentando l’evolversi della crisi sui mercati internazionli.

“Rimane molta strada da percorrere – ha continuato Cardia – per assicurare, soprattutto nel mercato europeo, un efficace coordinamento tra autorità competenti sui mercati e intermediari che operano in più Paesi. Nonostante gli accordi sottoscritti per assicurare la collaborazione nelle prime fasi di difficoltà nel mercato, le situazioni di crisi sembrano tuttora gestite prevalentemente secondo un’ottica nazionale”.

(14 luglio 2008)

L’attuale crisi finanziaria “é particolarmente interessante perché è figlia della terza fase della globalizzazione, quella della finanziarizzazione che ha portato fino al punto di scissione tra il mercato dei titoli e il mercato dei crediti”. Lo ha detto il direttore generale di Intesa Sanpaolo, Pietro Modiano. Quella “scissione è alla base di questa frattura”, ha spiegato Modiano nel corso dell’incontro di presentazione del libro ‘Le sfide della globalizzazione’, di Ferdinando Targetti e Andrea Fracasso (Francesco Brioschi Editore). “Noi bancari selezioniamo i rischi, siamo in una posizione straordinaria, perché altri danno un prezzo – ha aggiunto – Possiamo acquisire titoli con rischi all’infinito scaricando poi su altri il rischio. Ma così abbiamo creato una domanda infinita di rischi. Io tutte le volte che ho potuto cartolarizzare l’ho fatto, non c’é niente di più bello che cartolarizzare. La domanda di rischio è stata però illimitata riducendo i tassi di interesse a livelli ridicoli”, con spread minimi. “A un certo punto ho pensato: ‘cosi’ non si può più andare avantì”, ha raccontato allora Modiano spiegando di aver avuto dubbi sulla tenuta del meccanismo già anni fa e di aver creato quando era in San Paolo Imi “un derivato pazzesco” di copertura contro una situazione rischiosa, come poi i fatti hanno effettivamente dimostrato. “Ma questa storia non è stata a lieto fine”, ha però aggiunto, spiegando che il derivato con cui avrebbe potuto realizzare utili “per un miliardo di euro” é poi “stato chiuso con la fusione di Intesa Sanpaolo”, prima cioé che la crisi esplodesse. (ANSA).